Storia di un bosco felice

A fine ottobre del 2018 i boschi del territorio Veneto sono stati distrutti da un grave maltempo. Questo fatto dimostra come il cambiamento climatico stia segnando la nostra quotidianità e che occorre agire adesso per salvaguardare il pianeta. Con la classe V della scuola Mario Merlin di Chioggia la Maestra Odetta Doria ha affrontare questi temi durante le lezioni di Geografia, ed in contemporanea ripreso durante le lezioni di lingua italiana.
Da qui è nato il progetto “Bosco Felice” una storia a lieto fine, che parte dalla tragedia del 29 ottobre, e vede come protagonisti le persone, che assieme facendo squadra e lavorando sostenendosi e sostenendo la natura hanno potuto ricostruire il bosco delle zone venete colpite dal maltempo. Uno degli attori principali della storia è Luca, un Bambino (come loro) che partecipa attivamente alla ricostruzione del bosco per poter riabbracciare il suo amato albero e giocare immerso nella natura.

LA STORIA
Bosco Felice era un luogo davvero stupendo, incantato, magico…C’erano alberi e fiori di tutti i tipi e di tutti i colori. Si sentiva l’odore di resina che colava dalle corteccia e il profumo intenso dei fiori ti accompagnava per tutto il bosco.
Gli alberi erano così altri che sembrava che i loro rami sfiorassero il cielo come delle lunghissime braccia tese. In autunno le foglie erano un’esplosione di colore per gli occhi. Gli animali che abitavano il bosco, durante il giorno si muovevano in cerca di cibo e di sera si rifugiavano nelle loro tane calde e sicure.

Un brutto giorno dalle nubi nere si formò un fortissimo vento che sembrava un cavallo impazzito. Flagellò con violenza tutto il bosco scaricando così tutta la sua rabbia. Nel bosco si sparse il terrore… Gli alberi colpiti cadevano a terra come birilli e molti animali rimasero intrappolati… senza scampo… Pochi riuscirono a rimanere al sicuro nei loro rifugi. La bufera sembrava non finire mai e purtroppo continuò per molte ore devastando e distruggendo tutto.
Bosco Felice diventò in breve una grande catasta di legname.
Gli animali sopravvissuti erano ormai stanchi e deboli e per molti di loro, non ci fu alcuna speranza… le loro tane divennero una trappola mortale.

Il mattino del terzo giorno, ad un certo punto il vento pian piano cessò la sua furia distruttiva.  Il cielo ritornò azzurro e sereno…ma Bosco Felice no! Era cambiato per sempre. Ora sembrava un lenzuolo nero posato sul terreno.
Luca quel mattino si era svegliato molto presto. Come ogni giorno, guardò fuori dalla finestra e finalmente si accorse che poteva uscire per andare a vedere come stava il suo albero preferito.
Uscì di casa e si avvio in fretta nel bosco. Ma ben presto si presentò ai suoi occhi un triste spettacolo… Il bosco completamente devastato!
Osservò meglio e si accorse che in fondo in fondo in un angolino del bosco era rimasto solo il suo albero in mezzo a migliaia di tronchi stesi.
Da lontano si vedeva solo la punta e arrivare da lui era ahimè impossile. Tornò triste e sconsolato in paese e vide però che tutti i vicini si erano messi al lavoro; alcuni spostavano gli alberi, altri li radunavano, altri ancora li tagliavano. Fortunatamente erano arrivati in aiuto molte squadre di alpini e guardie forestali. E fu così…che ogni mattina lavorarono duramente tutti insieme per molti mesi a ripulire il bosco.

Finalmente arrivò il primo giorno di estate: il 21 giungo. Quella divenne anche una data memorabile per la rinascita di Bosco Felice. Fu il giorno in cui terminarono i lavori per ripulirlo e gli abitanti fecero una grande festa con musica, canti, balli e un super picnic per tutti.
Fortunatamente era anche una bellissima giornata. Il sole sembrava un faccione sorridente e luminoso, il cielo invece splendeva più del solito nel suo limpido azzurro.
Luca si era precipitato impaziente all’entrata del bosco. Anche gli abitanti del paese erano tutti li all’ingresso del sentiero. Luca emozionato non poteva più aspettare: gli batteva il cuore a mille e gli tremavano le gambe.
Fece un bel respiro e iniziò a correre più forte che poteva sul piccolo sentiero. Ogni passo che faceva…nella sua mente scorrevano i ricordi della devastazione ma ora…volavano via come il vento.
Arrivato in fondo al bosco finalmente abbracciò il suo albero. Poi si guardò intorno e si accorse che tutti gli abitanti del paese erano intenti a piantare il seme di un piccolo albero come simbolo e speranza della rinascita di Bosco Felice.

IL LAVORO A SCUOLA
Gli alunni hanno iniziato a lavorare all’inizio di febbraio, in piccoli gruppi. Assieme all’insegnante è stata concordata una traccia da seguire, e poi la storia è stata suddivisa in parti ed assegnata ai vari gruppi. Ogni gruppo ha quindi prodotto una parte della storia e le sue illustrazioni. Periodicamente veniva rivisto il tutto in modo tale che la il filo conduttore della storia fosse sempre chiaro e comune per tutti gli alunni. A metà marzo il lavoro di bozza si è concluso ed è iniziato il lavoro in bella copia. A maggio il lavoro si è concluso.

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